
De Temouégnadzo «Eun Veulla» de l’histouée de «La Veulla»
In francoprovenzale (patois):
“Eun Veulla = Aosta”
“La Veulla = Villeneuve”
Itinerario artistico-pedonale proposto da Miriana PERRON sulle impronte di storia di Villeneuve ad Aosta da Piazza Roncas al Ponte sul Buthier (o a ritroso):
Palais Roncas – Museo Archeologico – Palazzo con affreschi in Piazza Roncas - Maison Lostan – Statue della Dora e del Buthier in Pietra di Villeneuve – Il Salone Ducale del Municipio di Aosta – Le vetrate della Cattedrale e il Museo del Tesoro – Affresco Carmagne – Scalinata di Palazzo Ansermin in Pietra di Villeneuve – Tour Fromage - Collegiata di Sant’Orso – Sponde del ponte sul Buthier in Pietra di Villeneuve.
Palais Roncas
L’itinerario può iniziare nel centro storico di Aosta da Piazza Roncas, intitolata a Pierre-Léonard Roncas, Barone di Châtel Argent. Sull’omonima piazza si trova “Le Palais Roncas”, risalente agli inizi del 1600, attualmente sede dell’Arma dei Carabinieri.
Le orlature delle finestre sono in Pietra di Villeneuve, marchio di qualità del marmo estratto dalla cava storica, posta sotto il castello di Châtel Argent. La Pietra di Villeneuve è caratterizzata da calcite, quarzo e miche bianche. Il Palazzo è costruito sulle mura romane.
Le cantine del Palazzo confinano con il criptoportico romano e vi si trova la base della Porta Nord di Augusta Pretoria.
Nell’androne d’ingresso sono affrescate decorazioni a grottesche, ad imitazione della Domus Aurea di Nerone a Roma ad opera, probabilmente, di un allievo della scuola del pittore Raffaello, di passaggio in Francia. Le grottesche sono caratterizzate da figure rappresentanti personaggi, animali, oggetti reali o di fantasia, circondati e intrecciati da arabeschi. All’interno sono rappresentati segni zodiacali, personaggi mitologici e soggetti irriverenti, con motti in italiano, latino e spagnolo. Gli affreschi quattrocentenari risalgono al 1607, come documentato dalla data sul loggiato al secondo piano.
Nell’androne campeggia la raffigurazione del mito minoico della caduta di Icaro, che aveva osato volare troppo vicino al sole, raffigurato con il padre Dedalo. Il sole è al centro del complesso stemma dei Roncas, suddiviso in nove riquadri, che riporta le alleanze con gli Challant, i Signori di Saint-Pierre, di Sarre, D’Entrèves, Favre, Montagny, Vaudan e Fabri. Sempre nell’androne è affrescato Bacco, il dio del vino, Cerere, la dea delle messi e una rappresentazione della Fenice che risorge dalle proprie ceneri.
La figlia del Barone, Leonora Roncas, andò in sposa a Giacomo Antonio Tapparelli, Conte e Signore di Lagnasco. Anche nel castello di Lagnasco, in Piemonte, in provincia di Cuneo, sono presenti decorazioni a grottesche.
Pierre-Léonard Roncas e il figlio Pierre-Philibert strinsero alleanze anche con il Barone di Quart, Signore di Saint-Vincent e Conte di Saint-Martin, Charles Perron: ad Ivrea, Palazzo Perrone è decorato a grottesche.
Museo Archeologico
Sulla stessa Piazza Roncas si trova il Museo Archeologico, un tempo Monastero della Visitazione, fondato all’inizio del 1600 da Cassandra de Cly, appartenente alla famiglia nobile dei Fabri, andata in sposa a Gaspard Vaudan, discendente da una famiglia nobile stabilitasi a Villeneuve dal 1380.
La loro figlia Émeraude Vaudan andò in sposa a Pierre-Philibert Roncas, figlio di Pierre-Léonard, Barone di Châtel Argent e Marchese di Caselle. Gli stemmi dei Vaudan e dei Fabri sono riportati nello stemma dei Roncas.
Palazzo con affreschi in Piazza Roncas
Sempre su Piazza Roncas si trova, verso sud, all’imbocco di Via Croix de Ville, un Palazzo sul quale sono affrescati lo stemma originario dei Roncas, contrassegnato dal sole e dalla luna, e lo stemma dei Vaudan, caratterizzato da un castello a due torri, di cui una più alta, e un cinghiale incatenato. Al di sotto dello stemma è affrescata una figura femminile, in abiti secenteschi, verosimilmente Émeraude Vaudan, moglie del Barone di Châtel Argent e Marchese di Caselle, Pierre-Philibert Roncas.
Maison Lostan
Si percorre Via Croix de Ville in direzione sud, si svolta a sinistra verso la Cattedrale e, a destra, si imbocca Via Lostan, intitolata appunto alla famiglia Lostan. Proseguendo verso via De Tillier, sulla sinistra, si affaccia la cinquecentesca Maison Lostan caratterizzata, all’entrata, da uno stemma gentilizio. Sul cortile interno si aprono delle arcate. Esiste un progetto di recupero del Palazzo, che si trova nell’area del Foro romano; nelle cantine vi sono resti romani. Il Palazzo fu fatto costruire da Mathieu Lostan, Balivo di Aosta e Gran Castellano di Châtel Argent nel 1500 circa.
A Villeneuve, intorno al 1300, Jean Lostan lasciò in eredità la sua casa agli abitanti affinché fosse adibita ad ospedale-ospizio. L’ospedale di Villeneuve aveva 13 letti ed era uno fra i più sontuosi della Valle d’Aosta. Funzionò per più di 450 anni, dal 1320 circa fino alla fine del 1700, quando fu trasformato nell’attuale casa parrocchiale e l’annessa cappella nell’attuale chiesa in piazza.
Le statue della Dora e del Buthier in Pietra di Villeneuve
Si arriva in via De Tillier e si prosegue nella centrale Piazza Chanoux, intitolata al martire della Resistenza valdostana. Émile Chanoux abitò a Villeneuve, dove si trova la sua tomba di famiglia, nella casa accanto al ponte, arrivando da est, per accedere al Borgo. Davanti al Municipio di Aosta sono poste due fontane sormontate da due statue, anteriori al 1840, raffiguranti la Dora e il Buthier, alla confluenza dei quali sorge la città di Aosta, realizzate in Pietra di Villeneuve.
Il Salone Ducale del Municipio di Aosta
Nel Municipio di Aosta si trova il Salone Ducale, nel quale si celebrano i matrimoni di rito civile. Nel Salone Ducale, insieme ad altri tre esponenti ricordati nell’opera “Les Cent du Millénaire”, ossia i cento personaggi più significativi per la storia della Valle d’Aosta dall’anno 1000 all’anno 2000, è affrescato Pierre-Léonard Roncas, ritratto con un mantello rosso, Barone di Châtel Argent e 1° Segretario dello Stato Sabaudo.
Le vetrate della Cattedrale e il Museo del Tesoro
Si prosegue verso la Cattedrale. La famiglia nobile dei Carmagne di Villeneuve partecipò alla commissione delle ventitré vetrate. Sulla settima vetrata sud è raffigurato lo stemma Carmagne.
All’interno della Cattedrale si trova il Museo del Tesoro dove è conservato un reliquiario di arte di Limoges proveniente dall’antica chiesa di Villeneuve. Il reliquiario ha circa 900 anni ed è in rame dorato, con decorazioni di smalti e tre cristalli incastonati sul coperchio, che potrebbe contenere le reliquie di San Biagio, patrono di Villeneuve.
Sempre proveniente dall’antica chiesa di Villeneuve, nel Museo del Tesoro si trova inoltre una statua in legno intagliato, dipinto e dorato, risalente al 1450 circa, raffigurante San Maurizio, patrono della Maison de Savoie. Sancta Maria de Castrum Argenteum, antico toponimo di Villeneuve, era il capoluogo feudale della Signoria di Châtel Argent, dipendente dai Conti di Savoia dal 1242.
L’affresco Carmagne
Dalla Cattedrale, si procede verso est, in via De Sales, si svolta a sinistra in via Xavier de Maistre e, a destra, in via Anfiteatro. Sul portale d’ingresso del convento delle suore di San Giuseppe vi è un affresco risalente alla fine del 1400 fatto commissionare dal Balivo e Gran Castellano di Châtel Argent François Carmagne, nipote omonimo del capostipite della famiglia nobile dei Carmagne di Champ Rotard a Villeneuve. Nell’affresco sono raffigurati lo stesso François Carmagne e, a destra, lo stemma della famiglia: due rami di quercia intrecciati, passanti in tre anelli rossi, in campo bianco. In basso, è visibile una parte della scritta in caratteri gotici: “Francisci Carmagne, viceballivi vallis auguste”. A sinistra, non più visibile, era raffigurato lo stemma di Castellamonte, da cui proveniva la Contessa Isabella di Castellamonte, moglie di François Carmagne.
La scalinata di Palazzo Ansermin in Pietra di Villeneuve
Si prosegue per Via Guido Rey. A destra, si imbocca Via Antica Zecca e si arriva in Via Sant’Anselmo. Si transita sotto le Porte Pretoriane e si svolta a sinistra in Piazza Plouves.
Sulla destra si trova l’imponente Palazzo Ansermin, risalente al 1600 circa. Sopra l’arco della galleria campeggia lo stemma dei Baroni di Nus: due aquile si fronteggiano, reggendo lo stemma araldico, al di sotto del quale è raffigurato un carro trainato da due leoni, simbolo della famiglia.
La scalinata, dalla quale un tempo si accedeva ai giardini del Palazzo, è in Pietra di Villeneuve.
La Tour Fromage
Si percorre la galleria di Palazzo Ansermin e ci si affaccia su Via Porte Pretoriane. Sulla sinistra, prospiciente il Teatro romano, si erge l’imponente Tour Fromage appartenente nel 1380 circa alla Famiglia nobile dei Casei, che in latino significa “Formaggio”, e che diede il nome alla Torre.
Due discendenti della Famiglia Casei, Junette e Jeanne, andarono in spose ad Antoine e Claude Vaudan, appartenenti ad una famiglia nobile di notai di Villeneuve, che ne ereditò la casa-forte e lo stemma.
Lo stemma dei Casei e dei Vaudan è riportato in uno dei riquadri dello stemma dei Baroni Roncas di Châtel Argent.
Collegiata di Sant’Orso
Si passa nuovamente sotto le Porte Pretoriane e si prosegue in Via Sant’Anselmo, fino all’altezza della Chiesa di Sant’Orso.
Entrando nella chiesa, sugli archi di volta sono raffigurati gli stessi Profeti, recanti gli stessi cartigli dell’antica chiesa di Villeneuve, dove appaiono inoltre degli affreschi nel sottotetto, come a Sant’Orso.
Nella navata destra, nel giugno 2007, è stato riportato alla luce l’affresco di San Sebastiano, fatto commissionare dal Balivo di Aosta e Gran Castellano di Châtel Argent François Carmagne, nel quale sono visibili due scudi con gli stemmi dei Carmagne e di Castellamonte, da cui proveniva la moglie, la Contessa Isabella.
Accanto alla Chiesa si trova il Priorato, fatto costruire dal canonico Georges de Challant, priore di Sant’Orso e parroco di Villeneuve nel 1500 circa che, probabilmente, fece trasferire nell’antica chiesa di Villeneuve il paliotto dell’altare della chiesa di Sant’Orso, raffigurante sei santi, fra cui Sant’Orso nell’atto di distribuire ai poveri i “sabots”, ossia gli zoccoli di legno, da cui ebbe origine la millenaria Fiera di Sant’Orso. Il paliotto è conosciuto come Paliotto di Villeneuve e, da circa 140 anni, si conserva a Torino, a Palazzo Madama, nel Museo Civico di Arte Antica.
Le sponde del ponte sul Buthier in Pietra di Villeneuve
Si prosegue verso l’Arco d’Augusto. Le sponde del ponte sul Buthier, di fronte all’Arco d’Augusto, sono in Pietra di Villeneuve.
Poco più ad est vi è l’antico ponte romano sotto il quale, duemila anni fa, scorreva il Buthier. In seguito ad una rovinosa alluvione cambiò letto e si ha notizia dell’attuale ponte a partire, all’incirca, dal 1200.
Aggiornato al 25/04/08 -
Sulla base di 171 fonti bibliografiche
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