
Nel 1917, nella piana di Champ Rotard, mentre alcuni operai scavavano le fondamenta per costruire la centrale idroelettrica di Champagne, conosciuta anche come Cattedrale della Luce e internamente riccamente affrescata con stemmi e decorazioni, si trovarono di fronte ad un’importante scoperta archeologica: il ritrovamento di una fra le più vaste necropoli neolitiche d’Italia, che contava 25 tombe risalenti al 3000 a. C. circa. All’interno delle tombe furono rinvenuti un raschiatoio di quarzo, un punteruolo di selce, un dente di cinghiale forato usato come ornamento, pezzettini di carbone, denti di animali, due ossicini forse di uccello e un pezzo di ascia lavorata di giada, proveniente dalla miniera di Praborna di Saint-Marcel. I resti scheletrici, di uomini, donne e bambini, erano tutti coricati sul fianco sinistro con le gambe piegate e il capo rivolto ad occidente, simbolo del tramonto della vita. Dalle analisi paleoantropologiche si sono potute stabilire le stature medie di 1 m. 53 per le donne e di 1 m. 64 per gli uomini, stature considerevoli rapportate ad altre popolazioni neolitiche.
Una quindicina di anni fa, a monte della necropoli preistorica, fu rilevato un sito caratterizzato dalla presenza di rocce con incisioni rupestri risalenti al Neolitico finale e furono eseguiti rilievi sistematici delle incisioni stesse con la tecnica del rilievo diretto su foglio di nylon e del “frottage”. Fra gli ultimi siti rilevati in Valle d’Aosta, il complesso più interessante risulta essere quello di Champ Rotard con figure di coppelle e pugnali, oltre ad un’alabarda della successiva Età del Rame.
Durante uno scavo presso il cimitero furono rinvenute ceramiche d’impasto e un’accetta levigata del Neolitico finale, .
Accanto ai resti della fonderia Gervasone, in località Martinet, situata nei pressi dell’attuale struttura poliambulatoriale, fu rinvenuta un’accetta di pietra verde levigata di tipo neolitico.
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