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IL PERIODO ROMANO

La cripta della Chiesa di S. Maria: a destra la pietra miliare romana reimpiegata come colonna. Si legge l'8 in numeri romani ad indicare che il luogo si trovava all'ottavo miglio da Augusta Pretoria (cioè Aosta)Altri ritrovamenti provano che il territorio di Villeneuve continuò ad essere frequentato, ma bisogna arrivare all’epoca romana per avere testimonianze storiche importanti. Agli antichi Romani interessava controllare questo territorio d’importanza strategica, via di comunicazione verso la Gallia, l’attuale Francia. In località Champ Rotard, si è conservato un tratto della Via delle Gallie, rinforzato da un contrafforte, e il 22-12-2006 l’Amministrazione comunale, in collaborazione con la scuola elementare, l’ha valorizzato facendo realizzare una targa in bronzo che è stata apposta accanto all’importante sito storico nella primavera del 2007.
Nel 1809 furono eseguiti degli scavi archeologici nella zona di Châtel Argent dove, al tempo degli antichi Romani, esisteva un tempio dedicato all’imperatore Augusto. Fra gli altri reperti romani, furono rinvenute quattro steli funerarie in pietra: una fu utilizzata come gradino in un’abitazione privata, un’altra come soglia e una terza andò perduta, ma alcuni storici dei secoli precedenti ne trascrissero le iscrizioni. Nella cappella del castello si trovava una stele, di due metri e 20 per settanta cm. circa, risalente al II secolo d. C., già descritta in un manoscritto del 1600, che menziona un seviro augustale, ossia un magistrato con funzioni di sacerdote, devoto all’imperatore. La stele riporta i simboli della legge, il nome del seviro Petillio Saturnino e di tutti i componenti della sua famiglia Petillia, liberti provenienti probabilmente dal Veneto. Sulla stele si possono ancora leggere i nomi del nonno Eros, che testimonia un’origine greca, la nonna Fausta, il padre Clemente, il fratello Lucio Marziale, la madre Firmia Tertulla e la moglie Salvia Lasciva. Fino a 130 anni fa circa, (1873) la stele fu incastonata sul muro ad est dell’ex caserma dei Carabinieri, sino a quando fu fatta sigillare su una parete della sala consulare del Municipio, insieme alle altre steli, grazie all’interessamento dello storico tedesco Mommsen, vincitore di un premio Nobel, il quale dichiarò che si trattava della più bella stele romana in Valle d’Aosta. Circa ottant’anni fa, il Municipio fu ristrutturato e la stele fu trasferita nel Museo Archeologico di Aosta. Nel 1981 fu esposta nel castello Sarriod de la Tour nell’ambito di una mostra archeologica temporanea. Attualmente si trova nei magazzini della Regione, in attesa di una collocazione adeguata.
Una pietra miliare romana, sulla quale è ancora visibile l’otto in numeri romani, ad indicare che questo luogo si trovava, dunque, all’ottavo miglio da Augusta Prætoria, ossia da Aosta, fu riutilizzata successivamente ed è una delle due colonne che sostengono la cripta dell’antica chiesa, adiacente il cimitero sullo spuntone roccioso della Becca.
Nel 1928 fu rinvenuta in località Châtelet in frazione La Crête una tomba romana: all’interno si trovavano un’ampolla, degli unguentari e due frammenti di ferro. Il corredo confluì nel Museo archeologico di Aosta.

 

Sistemazione targa in bronzo al muro romano della Strada delle Gallie di Champrotard Foto di gruppo a Champrotard: alunni delle scuole elementari, maestre ed alunni, amministratori comunali

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