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IL 1600

Lo stemma dei Baroni di Nus su palazzo Ansermin ad Aosta: due aquile si fronteggiano reggendo lo stemma, sorretto da un carro trainato da due leoni Nei primi anni del 1600, il duca di Savoia Charles Emmanuel 1er assegnò la Signoria di Châtel Argent a Pierre-Léonard Roncas, vi aggiunse la Signoria di Saint-Pierre e lo nominò Barone di Châtel Argent.
Pierre-Léonard Roncas era figlio del sindaco di Aosta e nipote di un macellaio venuto dal Vallese, nell’attuale Svizzera. Parlava più lingue, fu il primo Segretario di Stato Sabaudo, Ministro per cinquant’anni e servì quattro Duchi. Scontò alcuni anni di prigionia per motivi politici nelle carceri del castello di Ivrea. Fece costruire il Palazzo Roncas ad Aosta, sull’omonima piazza. Le fondamenta del Palazzo poggiano sulle mura romane, da dove si apriva la porta nord di Augusta Pretoria, e le cantine sono confinanti con il criptoportico romano.
Le orlature delle finestre sono in Pietra di Villeneuve.
La sobrietà della facciata contrasta con la ricchezza delle decorazioni interne. L’entrata, la scalinata e i portici sono affrescati con decorazioni a grottesche, ad imitazione di quelle di Firenze. Per grottesche si intendono gli ornamenti che decoravano le stanze antiche sotto terra, esplorate dagli allievi del pittore Raffaello, ossia la Domus Aurea di Nerone a Roma, dipinta secondo lo stile greco o di Pompei. Le stanze furono denominate grotte e grottesche gli ornamenti che le decoravano: sono caratterizzate da figure rappresentanti personaggi, animali, oggetti reali o immaginari, circondati e intrecciati da arabeschi di fantasia.
La scalinata in Pietra di Villeneuve ad Aosta da cui si accedeva ai giardini di Palazzo Ansermin Nella volta dell’androne d’ingresso campeggia la rappresentazione del soggetto mitologico della caduta di Icaro, che aveva osato volare troppo vicino al sole, raffigurato insieme al padre Dedalo. Il sole si trovava anche al centro dello stemma dei Roncas, molto complesso, ripartito in nove riquadri che ricordavano le alleanze con gli Challant, i Signori di Saint-Pierre, Sarre, D’Entrèves, Favre, Montagny, Vaudan e Fabri . Il Barone stringeva, fra gli altri, legami d’amicizia e d’affari con il Barone di Quart, Signore di Saint-Vincent e Conte di Saint-Martin, Charles Perron che aveva sposato una nobile di Ivrea: ad Ivrea, anche Palazzo Perrone è decorato a grottesche.
Sempre nella volta d’ingresso sono raffigurati, fra gli altri soggetti, il dio del vino Bacco, la dea dell’abbondanza Cerere e una rappresentazione della Fenice che risorge dalle proprie ceneri.
Le volte del piano terreno sono riccamente affrescate a grottesche, anche con soggetti irriverenti. All’interno si apriva un vasto giardino. Molto probabilmente gli affreschi della scalinata furono eseguiti in un secondo tempo e vi appaiono motti in spagnolo. Al piano superiore si legge la scritta in numeri romani 1607, data alla quale si fanno risalire gli affreschi quattrocentenari, con motti in italiano e latino. Anche qui ricorrono sovente i simboli del sole e della luna, al centro dello stemma Roncas, e si distinguono figure allegoriche. Sulle volte sono rappresentati alcuni segni zodiacali: lo scorpione, i pesci, l’acquario, il leone. Probabilmente, il palazzo fu affrescato da un pittore di passaggio verso la Francia ed è il più bell’edificio rinascimentale di Aosta.
Pierre-Léonard Roncas ebbe cinque figli, fra cui Leonora e Pierre-Philibert.
Il palazzo Roncas del Barone di Chatel Argent. Le orlature delle finestre sono in Pietra di Villeneuve Leonora andò in sposa a Giacomo Antonio Tapparelli, conte e Signore di Lagnasco; il castello di Lagnasco, in Piemonte, in provincia di Cuneo, è abbellito anch’esso da decorazioni a grottesche.
La famiglia si estinse in linea maschile con il figlio Pierre-Philibert e, da allora, il Palazzo fu venduto a più riprese: vi si installò “Le Conseil des Commis”, ossia l’amministrazione del Ducato di Aosta. In seguito divenne la residenza dei sotto-prefetti ed attualmente è la sede della caserma dei Carabinieri di Aosta, fino al trasferimento presso la nuova caserma di via Clavalité.
Sulla stessa Piazza Roncas si trova il Museo Archeologico, un tempo Monastero della Visitazione fondato agli inizi del 1600 da Cassandra de Cly, della famiglia nobile Fabri, andata in sposa a Gaspard Vaudan, discendente da una famiglia nobile stabilitasi a Villeneuve dal 1300. La loro figlia Émeraude Vaudan andò in sposa a Pierre-Philibert Roncas, Barone di Châtel Argent e Marchese di Caselle.
Sempre ad Aosta, nel centro storico pedonale, in via Porte Pretoriane si trova il Palazzo Ansermin, che risale alla fine del 1600. Il Palazzo presenta una galleria interna. Verso il parcheggio di piazza Plouves si apre una scalinata realizzata in Pietra di Villeneuve dalla quale, un tempo, si accedeva ai giardini del Palazzo. Sopra la galleria campeggia lo stemma dei baroni di Nus: due aquile si fronteggiano reggendo lo stemma della famiglia, sorretto da un carro trainato da due leoni.
Nell’antica chiesa di Villeneuve si trova una campana in bronzo che risale al 1600.
Nella casa parrocchiale è conservata una tela proveniente dall’antica chiesa, risalente al 1630 circa, dove è visibile la rappresentazione del paese, oggetto della protezione di san Sebastiano e san Rocco, protettori della peste che flagellò l’Europa. La tradizione vuole che a Villeneuve fossero rimaste solamente otto famiglie; tutti i beni del Comune furono divisi fra quelle. Si ha inoltre notizia di un quadro dell’altar maggiore nel quale otto fiammelle rappresentavano le famiglie superstiti.
Nell’attuale chiesa in piazza, nell’altare di destra, vi è un dipinto del 1600 che raffigura la Madonna attorniata da sei santi, probabilmente proveniente dall’antica chiesa.
Verso la metà del 1600 la Parrocchia di Villeneuve cessò di appartenere ai Canonici di Sant’Orso.
Alla fine del 1600 un’altra alluvione portò via nuovamente il ponte di Villeneuve ricostruito in pietra. Pochi anni dopo, una spedizione punitiva di un’armata francese lo distrusse ancora una volta.

 

Le decorazioni grottesche del loggiato con i segni zodiacali (1607)

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