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IL 1800

Statua della Dora in P.zza Chanoux eseguita in Pietra di Villeneuve (davanti al Municipio di Aosta) Come conseguenza della prima “Révolution des Socques”, così denominata per le calzature con suola in legno e tomaia in pelle calzate dai contadini che si erano ribellati ai rivoluzionari giacobini francesi, derivò l’ordine da parte della Commissione esecutiva di Torino nell’anno 1800, di far togliere i due terzi delle campane in bronzo delle chiese, affinché fossero fuse e trasformate in cannoni, fra cui anche una parte delle campane di Villeneuve.
Ad Aosta, in Piazza Chanoux, davanti al Municipio che risale al 1840 circa, le sculture delle due fontane che rappresentano la Dora e il Buthier sono realizzate in Pietra di Villeneuve.
Nella chiesa del Borgo si trova un classico organo a canne ottocentesco, che fu realizzato da Giovanni Franzetti di Intra, in provincia di Verbania, sul lago Maggiore, e dal figlio. La data di costruzione risale al 1861.
Al 1863 risale la progettazione del Palazzo del Comune di Villeneuve ad opera di Innocenzo Manzetti, l’inventore valdostano che ideò l’apparecchio telefonico nel 1864 e che, per motivi di ordine socio-economico, non fece brevettare la sua invenzione.
Di fronte alla chiesa in piazza, è affrescata una meridiana con tavola d’equazione, dove si legge la data del 1875, che è stata recentemente restaurata. Sono rappresentati i simboli della conoscenza: sestante, mappamondo, clessidra, penna e calamaio. Con la tavola d’equazione è possibile calcolare la differenza di tempo nei vari momenti dell’anno, che varia da + 15 a – 16 minuti. In Valle d’Aosta esistono solamente due meridiane con questa caratteristica: a Villeneuve e ad Arvier.
La statua che rappresenta il Buthier in Pietra di Villeneuve (davanti al Municipio di Aosta) Per cinquant’anni circa, fino alla fine del 1800, in località Martinet, vicino all’edificio delle Poste, era in funzione una fonderia, fatta costruire dai cugini e dai fratelli Lasagno. La fonderia ebbe alterne fortune, ma con la famiglia dei mastri ferrai Gervasone, di origine bergamasca, conobbe il massimo sviluppo: raggiunse una produzione annuale di più di mille tonnellate di ghisa e quasi altrettante di ferro, assicurando lavoro ad un centinaio di persone:
Il minerale di ferro proveniva dalle miniere di Cogne. Esiste un sentiero che, dal Pont d’Aël e passando per il villaggio La Camagne, arriva a Villeneuve. L’altoforno, alto circa 12 metri, funzionava a legna e la carica del minerale avveniva dall’alto. Qui fu realizzata la famosa fontana di ferro di Cogne. I prodotti dei Gervasone ottennero una menzione onorevole all’Esposizione di Parigi e una medaglia di bronzo all’Esposizione di Milano. Oltre alla produzione per scopi bellici, si ricorda una loro importante fornitura per la costruzione della Mole Antonelliana di Torino.
Inoltre, dalle miniere d’oro di Vens, sopra Saint-Nicolas, giungevano i muli con il minerale d’oro da fondere.
In seguito alla legge sul libero scambio e con l’arrivo della ferrovia ad Aosta nel 1886, la produzione di ferro a Villeneuve non fu più competitiva a causa della concorrenza con il minerale proveniente dalla Prussia (attuali Germania e Polonia), dalla Stiria (regione dell’Austria), dalla Svezia e dall’Inghilterra. La fonderia chiuse definitivamente, contribuendo al fenomeno dell’emigrazione valdostana nel mondo, soprattutto in Francia, Belgio, Svizzera, America.
Una legge regionale prevede l’istituzione di un Parco Regionale Minerario e una riconversione delle infrastrutture. Recentemente i resti dell’altoforno e delle mura della fonderia, che occupava anche la superficie dell’attuale parcheggio, sono stati fatti oggetto di restauro e costituiscono un importante monumento di archeologia industriale.
La meridiana sulla piazza di Villeneuve (1875). In Valle d'Aosta vi sono solo due meridiane con tavole d'equazione: a Villeneuve e ad Arvier. La Meridiana è dotata di una tavola d' equazione che permette di calcolare l'ora con una differenza  di +15 e -16 minuti nel corso dell'anno. In alto sono rappresentati i simboli della conoscenza: un sestante, la clessidra, il mappamondo, penna e calamaio Alla fine del 1800 si iniziò la costruzione di un importante sistema di irrigazione a scorrimento, un “Grand Ru: le Ruisseau de Saint-Pierre-Villeneuve”, che si alimentava al torrente Savara, attraversava la Dora ad est di Villeneuve, su un sifone montato su un ponte di ferro e irrigava le proprietà di Villeneuve e Saint-Pierre. I lavori durarono trent’anni.
Sul finire del 1800 - inizio ‘900 in località La Fornaise di Champ-Rotard, erano in funzione due fornaci per la cottura della calce, visibili anche dal viadotto della strada Statale. Le fornaci furono costruite dalla Ditta Thomasset di Saint-Nicolas e, nel 1917, vennero acquistate per 72.000 £ dalla Società Anonima Italiana Giovanni Ansaldo, prima denominazione della Società Nazionale Cogne. Al di là della Dora, sotto Saint-Nicolas, vi era una cava di calce e si sfruttava il minerale utilizzando una teleferica.
Nello stesso periodo, il Borgo di Villeneuve era assai frequentato: erano in funzione almeno quattro piccoli alberghi: l’Unione, il Petigat, il Col du Nivolet e il Cerf. I Re Vittorio Emanuele II e Umberto I vi sostavano prima di recarsi a caccia a Valsavarenche. Davanti alla farmacia vi era la sosta per la diligenza Aosta-Courmayeur.

La fonderia e un gruppo di bambini delle elementari  La Fournaise a Champrotard

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