IL BASSO MEDIOEVO (1200 - 1400)

Hugues de Bard si ribellò al Conte Aymon de Savoie nel 1242. Il Conte lo assediò, quindi, nel suo castello. Hugues gli cedette tutti i suoi possedimenti, in cambio di una somma di denaro e si ritirò al di fuori della Valle d’Aosta. Hugues de Bard ebbe quattro figli. Al maggiore, Marc de Bard, non fu permesso di erigere una fortezza e si stabilì nel villaggio Sarriod di Saint-Pierre, attualmente di Saint-Nicolas, da cui prese il nome.
Nella cappella laterale sinistra dell’antica chiesa, alla base del campanile, vi sono le tracce di un affresco risalente alla metà del 1200, che rappresenta il martirio di San Maurizio, patrono di Casa Savoia, raffigurato con il vessillo.
Costruzioni medioevali importanti segnano la storia del paese: a La Crête, accanto alla strada Statale, troneggia l’imponente Tour Colin che data del 1200, probabilmente costruita su resti romani. Inizialmente la torre apparteneva alla famiglia nobile dei Gontard. Nel 1300 i personaggi più influenti furono Vuillencus e Merlin Gontard.
Dal 1263 al 1268 fu Conte di Savoia e di Aosta Pierre II, detto il piccolo Carlo Magno.
A questo periodo risale un importante documento in latino che permette di conoscere i redditi della Castellanìa di Châtel Argent, caratterizzati da prodotti agricoli e da introiti derivanti da tasse medioevali. Il documento riporta un elenco di redditi dall’Assunzione, che si festeggia il 15 agosto, del 1267 all’Assunzione del 1268. L’elenco comprende: Grano – Segale – Vino - “Seras” - Mandorle - Cera d’api - Pepe per le guardie – Fieno – Legna - Monete in lega di rame e argento – introiti derivanti da Tasse annuali e da Indennità di rischio. Oltre all’importanza del documento per quanto riguarda l’amministrazione della Castellanìa, esso permette di conoscere anche il tipo di alimentazione medioevale valdostana: il “Seras” in francoprovenzale, ossia la ricotta, è l’ultimo dei sottoprodotti della trasformazione del latte intero in Fontina.

Grazie al documento del Feudo di Châtel Argent è possibile quindi far risalire storicamente almeno al 1267 la produzione in Valle d’Aosta del formaggio Fontina, protetta da marchio DOP.
Il Conte Pierre II combatté in Inghilterra per la dinastia dei Plantageneti ed al suo architetto inglese Master James of Saint-George, si deve la caratteristica del castello a torre circolare di Châtel Argent, sul modello degli altri castelli della Contea: Tarentaise, Faucigny, Viennois, Vaud. Fu Pierre II ad introdurre il simbolo della croce bianca come stemma della Casata.
Scacciati i Signori di Bard, il Conte di Savoia Philippe Ier, fratello di Pierre II, fece costruire nel 1271 una “nuova città”, ossia Villeneuve, come capoluogo di questo territorio feudale, che raggruppava i territori circostanti: Arvier, Introd, Valsavarenche, Val di Rhêmes, Saint-Nicolas, Saint-Pierre, Sarre e Chesallet.
Nel Borgo medioevale di Villeneuve, che aveva due porte d’accesso, ad est e ad ovest, si trovano i caratteristici “Barmé”, ossia le tipiche cantine scavate nella roccia per la conservazione delle derrate alimentari.
Il 1° febbraio 1273 gli abitanti di Villeneuve ottennero dal conte di Savoia Philippe 1er, ad Aquiano, l’attuale Évian-les-Bains, in Alta Savoia, una Carta delle Franchigie che garantiva loro privilegi inusuali per l’epoca storica, quali il diritto alla successione per le figlie femmine. Si tratta di una delle prime carte di libertà ottenute da una comunità valdostana e il tenore è simile a quelle della città di Aosta concesse dal Conte Thomas 1er nel 1191. Villeneuve era il primo borgo dipendente direttamente dai Conti di Savoia.
A Palazzo Madama a Torino, nel Museo Civico d’Arte Antica, 140 anni fa circa, fu trasferito il paliotto dell’altare in legno di cembro, dipinto, argentato e dorato, proveniente dall’antica chiesa e risalente al 1300 circa. Rappresenta l’incoronazione di Maria, attorniata da sei santi, fra cui Sant’Orso nell’atto di distribuire ai poveri i “sabots”, ossia le tipiche calzature in legno, da cui ebbe origine la millenaria Fiera di Sant’Orso. Alcuni anni fa, il Paliotto di Villeneuve fu esposto al Centro Saint-Bénin di Aosta, nell’ambito della mostra “Arredi sacri negli antichi Stati di Savoia”.
Nel 1300 a Villeneuve vi era un ospedale-ospizio che, con i suoi 13 letti era uno fra i più sontuosi della Valle d’Aosta. Fu il nobile Jean Lostan a fare testamento e, non avendo figli, a lasciare la sua casa in eredità agli abitanti di Villeneuve, purché l’uso fosse di pubblica utilità. L’ospedale funzionò per più di 450 anni, fino a quando fu trasformato in casa parrocchiale e la cappella dell’ospizio nell’attuale chiesa. Dal Mercoledì delle Ceneri fino alla fine di maggio, gli abitanti dovevano fare l’elemosina agli ammalati e ai viandanti e lasciare davanti alla porta dell’ospizio un’ “émin-a”, che era un’unità di misura utilizzata in Valle d’Aosta equivalente, per il grano, a 18 Kg. di pane.
Circa cinquant’anni dopo la concessione delle Franchigie, il conte Édouard le “Libéral” le conferma e rinnova ad Aosta nel 1326 nel corso delle “Audiences Générales”.
Dall’elenco dei condannati o giustiziati con l’accusa di stregoneria dal Tribunale dell’Inquisizione, fra la fine del 1200 e la metà del 1400, risultano una sessantina di persone in Piemonte e Valle d’Aosta. Tra queste si legge il nome di Peronetta da Aquiano, arsa sul rogo per stregoneria a Châtel Argent nel 1339. Aquiano era il nome latino dell’attuale Évian-les-Bains, sul Lac Léman, dove risiedevano i conti di Savoia.
Dopo altri cinquant’anni dalla conferma delle Franchigie, il conte Amédée VI, detto “le Comte Vert”, per il colore delle sue armi, le rinnova nel 1376.
A Champ Rotard si trova la Maison Carmagne, fatta costruire da François Carmagne giunto dalla Savoia in qualità di commissario del Conte Amédée VII detto “le Comte Rouge” per il colore delle sue armi. “Le Comte Rouge” era figlio del “Comte Vert” e fu l’ultimo conte di Savoia in quanto suo figlio ottenne il titolo di Duca. La Maison Carmagne è costituita da due torri: la torre quadrata ha circa 700 anni, mentre nella torre circolare vi è una scala a chiocciola in pietra. François Carmagne ebbe cinque figli maschi. Sul muro esterno sud dell’antica chiesa, nel cimitero, è ancora visibile un arco dipinto decorato, che dovrebbe corrispondere alla cappella fatta costruire dal secondogenito Bertholin.